1. La cacciata dal Paradiso

Sommario:
"Non tocca a me giudicare la vita di un altro"

Hermann Hesse, Siddhartha

L'essere umano porta dentro di sé un problema fondamentale. Si tratta del suo continuo giudizio sul bene e sul male.
Pronunciamo continuamente giudizi su noi stessi, sugli altri, sulle situazioni. Il problema è che ciò che per il signor Rossi è bene, per il signor Bianchi forse è male.

E così il conflitto è in atto. La distinzione in bene e in male non ha nulla a che fare con la legge naturale. Bene e male sono concetti morali dell'uomo che cambiano nel corso del tempo e che variano addirittura da paese a paese.

Da dove proviene il nostro continuo giudicare, da dove proviene la distinzione tra bene e male? L'abbiamo imparato fin da piccoli: è la storia di Adamo ed Eva e della mela. Si racconta che essi abbiano mangiato dell'Albero della Conoscenza del Bene e del Male.
E si è subito colpiti da una cosa: evidentemente prima non esisteva nulla di simile al bene e al male. Si può quindi immaginare una forma di esistenza che non li contemplasse; considerare uno stato di non-giudizio, di non-distinzione in bene e male. Ogni uomo quindi potrebbe subito trovarsi in paradiso se smettesse di dividere il mondo, e con ciò anche se stesso, in bene e male.

La distinzione tra bene e male è una caratteristica solo umana. La natura non fa distinzione; la natura non giudica. È solo l'uomo che si aggrappa disperatamente al proprio giudicare. Finché posso additare qualcuno come cattivo o malvagio, sono evidentemente migliore. Questo mi dà una piacevole sensazione di superiorità.
Ma da ciò sorgono anche infiniti problemi e conflitti. Come affermava lo psicologo Jung "Per l'uomo la virtù è più pericolosa del vizio".

Non esiste altra via: se volete veramente risolvere i vostri problemi in qualsiasi campo della vostra vita, dovete smettere di suddividere il modo in bene e male. Il mondo è. Non è buono, non è cattivo. È.

Nessuno ci ha cacciati dal paradiso. Siamo stati noi stessi ad andarcene. Il paradiso è qui, distante da noi e da voi, un solo pensiero.

René Egli


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