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"Troppa scienza l'aveva impacciato, troppi sacri versetti, troppe regole per i sacrifici, troppa mortificazione, troppo affanno di azione."Hermann Hesse, Siddhartha
Il potere dell'essere umano è talmente immenso che egli può addirittura provarsi del suo potere e rendersi completamente impotente. Nulla indispone certe persone più della affermazione che esse sono esseri potenti. Il motivo è chiaro: un essere che abbia veramente potere è pienamente responsabile della propria vita. E per qualcuno questo è troppo.
Se per voi siete una di queste persone, allora questo libro in questo momento non fa per voi. Provate a riprenderlo in mano tra dieci anni.
La paura condiziona molte persone. Basti pensare alla paura della malattia, di un incidente, della recessione, di un licenziamento. O semplicemente alla paura di fronte al capo e ai collaboratori. Alla paura di una responsabilità o di opinioni diverse.
Il problema più grave e che siamo insicuri interiormente. L'insicurezza conduce alla paura, e la paura conduce alla lotta, alla difesa, all'aggressione. Quanto maggiore è l'insicurezza, tanto maggiore è la paura, tanto maggiore è la difesa, tanto maggiore è l'aggressione.
La paura quindi è un problema di insicurezza. La paura che ci induce ad aggrapparci ai dogmi, ai giudizi, ai sistemi di credenze, a un certo posto di lavoro, a una certa persona. Le conseguenze sono pesanti: tenendoci aggrappati a qualcosa, o a qualcuno, blocchiamo la vita, blocchiamo il nostro sviluppo. Ciò che è legato non può muoversi. Ciò che non può più muoversi, muore.
Il peccato è estremamente utile per dominare gli uomini, per renderli indipendenti. Il meccanismo che si nasconde dietro ad esso è semplice e si è dimostrato validi da millenni.
Il peccato non è una legge naturale . É solo uno strumento dell'uomo che ha l'unico scopo di dominare i suoi simili. Fin quando un uomo permette che ciò gli venga fatto, non sarà mai un essere veramente potente.
Non lasciatevi convincere da nessuno che siete dei peccatori. Chiedetevi piuttosto per quale motivo il vostro interlocutore voglia trasformarvi in una persone impotenti.
Scaricare la propria responsabilità è un gioco di società molto diffusa.
É spaventoso vedere come gli uomini si aggrappino alla propria impotenza. Fino ad arrivare all'aggressione. Ci sono persone che vogliono essere vittime di altre persone, che vogliono essere vittime di un incidente, che vogliono essere vittime di una malattia.
Siamo sempre e solo vittime del nostro pensiero. Il nostro potere è così grande che possiamo, se lo vogliamo, renderci vittime impotenti. E per qualche inspiegabile motivo a volerlo sono in molti.
Numerose persone sentono la spinta irrefrenabile ad intromettersi negli altri, a dire che cosa hanno sbagliato e che cosa dovrebbero fare diversamente.
Intromettersi negli affari degli altri significa sempre anche giudicarli; ed i giudizi creano sempre conflitti. Le persone che hanno conflitti interni cercano sempre di risolvere i conflitti degli altri; e questo non è possibile.
"Cercare significa: avere uno scopo. Ma trovare significa: esse libero, restare aperto, non avere scopo."
Hermann Hesse, Siddharta
Ci siamo sempre abituati a cercare sempre fuori di noi l'aiuto che ci serve, le soluzioni dei problemi, le risposte alle nostre domande. Anche questo dimostra che evidentemente non abbiamo fiducia nel nostro potere e nella nostra saggezza. Che ancora una volta cediamo il nostro potere ad altri.
Sono fermamente convinto che la verità sia semplice, che debba essere semplice. O la verità è forse riservata solo a una piccole élitte di persone di intelligenza superiore alla media?
Facciamo un esempio: Sull'amore si può filosofare in termini in termini altamente complicati, con il risultato che nessuno comprende più che cosa è l'amore. E con il fatto soprattutto che l'amore non viene praticato. Praticare l'amore è semplice; ma definire ed analizzare l'amore è altamente complicato, così complicato che non resta più tempo per l'amore.
Anziché parlare all'infinito di certe cose, sarebbe meglio farle.
La verità è una cosa semplice, che complica le cose semplice è un pazzo, perché blocca se stesso e il proprio sviluppo.
È importante per noi comprendere che confidando unicamente sulla ragione e nell'analisi limitiano fortemente le nostre possibilità.
I successi davvero strepitosi assai di rado si basano su considerazioni puramente razionali. La ragione cerca la conoscenza nel mondo esteriore, ma la vera conoscenza, la vera evoluzione provengono dall'interno.
Il nostro modo di pensare è talmente fissato sulla logica aristotelica di "o questo o quello" che non siamo nemmeno in grado di immaginare altre logiche. Non esistono solo un "o questo o quello", un bene o un male, esiste anche "sia questo, sia quello", sia un bene che un male.
Abbiamo urgentemente bisogno di persone che siano in grado di pensare in modo autonomo ed indipendente da qualsiasi dogma. Persone che non accettino semplicemente gli schemi di pensiero esistenti per riprodurli automaticamente, bensì persone che sono capaci di mettere in discussione le idee tradizionali.
Un esempio noto a tutti è quello di Cristoforo Colombo. A quel tempo pensare che la terra fosse rotonda era un pensiero inconcepibile. Anche oggi esistono persone che hanno pensieri "inconcepibili". Liberatevi da tutte le conoscenze acquisiste e cercate di riflettere a fondo sulla questione, in modo autonomo e indipendente.
E sperimentate i pensieri "inconcepibili" della vostra vita. Filosofare su di essi non serve a nulla. Ciò che conta è la prassi. Colombo avrebbe potuto discutere per decenni sulla rotondità della terra e nessuno avrebbe mai saputo se era veramente rotonda. L'unica cosa che conta è la prassi.
René Egli
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